La psicologia dietro alle aspettative

Ragioniamo assieme cercando di dissolvere le aspettative che possono frustrarci e danneggiare le relazioni.

8 Gennaio 2019

Tempo di lettura: 5 min.

Categoria: Relazioni

immagine aspettative persona delusa

Quante volte abbiamo sentito dire le frasi: Pensavo che andasse diversamente, credevo fosse diverso/a, oppure mi aspettavo che…?

Queste frasi rispecchiano una situazione che è successa a tutti quanti nella vita, cioé quando carichiamo su un evento o su qualcuno la nostra aspettativa,  quel ragionamento interiore spesso quasi impercettibile, per cui le cose, da eventi a comportamenti altrui,  dovrebbero andare secondo un determinato piano, quello che abbiamo nella nostra testa per l’esattezza. Quando questo non succede ci possiamo sentire frustrati e delusi.

Tutti abbiamo delle aspettative, alcune sono reali, altre esagerate. Caricare persone e situazioni di un’aspettativa esagerata diventa dannoso se è persistente. Potrebbe sfociare in frustrazione, nella perdita della fiducia in se stessi e peggio ancora ripercuotersi sulle persone che abbiamo attorno.

È possibile liberarsene ma con un pò di allenamento, non è semplice ma si tratta di instaurare una nuova abitudine.

Molte volte tendiamo a creare aspettative nelle relazioni personali che spesso sono basate sulle nostre esperienze passate e il nostro vissuto. Le usiamo in realtà come strumento per cercare di prevedere il futuro, quasi degli  indicatori per proteggerci.

Perchè non funziona l’aspettativa.

L’aspettativa non funziona perchè è a senso unico, la creiamo e la dirigiamo verso qualcosa o qualcuno senza tenere conto di tutti gli altri fattori che possono influire nel risultato.

È come chiudere il pensiero e dire: Andrà così! Senza aver neanche cominciato. Se diretta ad esempio verso un’altra persona funziona ancora meno, perchè non viene tenuto conto che dall’altra parte ci possono essere dinamiche che non riusciamo a vedere.

Ci sono situazioni dove l’altra persona, ad esempio, potrebbe non essersi mai trovata e dunque non potremo sapere come reagirebbe realmente.

Quindi come possiamo creare un’aspettativa senza che sia essa divenuta un dato certo?

Quello che noi crediamo nella nostra testa che possa accadere puó essere molto diverso da ció che accade realmente. L’aspettativa, quella esagerata, ha le stesse probabilità di successo di una lotteria. Qante volte ci siamo “sentiti traditi da una persona” perchè avrebbe dovuto agire in un certo modo e così non è stato??

Oppure anche cose di importanza minore come andare ad una partita di pallone con l’aspettativa che sarà una partita vincente. In ambo i casi se non va come ci aspettiamo e rimaniamo attaccati a questa idea che sarebbe dovuto andare tutto diversamente, le sensazioni  di frustrazione e rabbia sono dietro l’angolo.

Da dove vengono le aspettative.

Le aspettative generalmente le possiamo trovare radicate in diverse situazioni. Analizziamole:

Le aspettative ereditarie o per “contagio”.

Questa forma di aspettativa è ereditata nell’ambito familiare oppure in contesti socio/culturali. Ad esempio la convinzione che un o una partner non possa andare in discoteca da solo/a viene da aspettative di altre persone che sono state tradite. Si trasforma in una paura di essere traditi se una persona va a passare del tempo in contesti diversi da quelli abituali.

Si crea l’idea che una persona quando è in coppia non ci vada o non ci debba andare. Un altro esempio potrebbe essere quello dell’ambito professionale dei figli dove un padre orgoglioso della sua professione ereditata a sua volta si aspetta che un figlio continui l’attività del padre.

Anche che un amico o amica si debba comportare in un determinato modo rientra in questa forma di aspettativa che generalmente viene accompagnato dal pensiero: “gli amici si devono comportare così”. Ovviamente esistono delle eccezioni plausibili, ma generalmente tutto ciò che cerchiamo di proiettare sulle altre persone in termini di aspettativa che non nasce da un nostro pensiero diretto è ereditario o ci è stato trasmesso.

Le aspettative limitanti

Questo tipo di aspettativa è di tipo “congelante” imedisce letteralmente di intraprendere qualsiasi cammino dove non si vede la fine.

Alcuni esempi tipici che esprimerò sotto forma di frase sono:

  • Eviterò di instaurare una relazione con “X” perchè sicuramente mi succederà come l’ultima volta.
  • Non andrò a lavorare facendo “XYZ” perchè tanto so già che va male.
  • Smetterò di fare “XYZ” perchè di solito se faccio così succede “XYZ”.
  • Non so come finirà quindi non farò “XYZ”.

Anche qui vediamo che non vengono considerati tutti i fattori che potrebbero influenzare l’esperienza specifica ma nonostante questo si decide di restare congelati per paura o aspettativa di rimanere delusi.

Le aspettative negative di chiusura o che “etichettano”.

In questo caso si esprimono verso persone che non conosciamo affatto, infatti si usano in contesti lavorativi, di pensiero oppure razziali.

Vengono espresse più o meno così:

  • Lui è di “zona specifica” allora sicuramente sarà….
  • Questo è un “titolo professionale” quindi la penserà…
  • Questa persona ha il volto così quindi sicuramente è…

In questo caso proprio viene bloccata la relazione o posta un’etichetta ancora prima di conoscere affondo una persona sempr ein maniera unidirezionale non appurata.

Le aspettative di perfezionismo.

Queste ultime sono nocive in ambito lavorativo quando portate all’estremo sia se create verso di noi che verso gli altri.

Si può fare qualcosa aspettandosi di meno e in modo bilanciato.

Le aspettative possono precludere esperienze, limitare relazioni e far provare ripetute delusioni in vari ambiti. Sicuramente andrebbero per lo meno rivalutate domandandosi se “per caso” è possibile che tutto sia diverso da come ce lo aspettiamo. Vi lascio due frasi tratte da alcuni siti che possono dare un’ottica diversa.

“Non ho aspettative, perché conducono solo a grandi delusioni.”

Di  Michael Landon

In realtà, come si dice, “In medio stat virtus”, “La virtù sta nel mezzo”, nel senso che non bisognerebbe né “volare basso” né “volare troppo in alto”, ma ricercare un giusto e sano equilibrio senza esagerare. Dunque nutrire delle aspettative adeguate, aderenti alla realtà delle cose, per quella che essa effettivamente è.

da Aforismimania.it

Dal nostro punto di vista consigliamo di costruire la nuova “abitudine ad intercettare” l’aspettativa, osservarla in maniera distaccata e porsi un paio di domande per comprendere se è radicata nella realtà oppure se nasce da un ipotesi, da una convinzione ecc… Sembra un consiglio semplice ma è molto potente, potrà capitare all’inizio semplicemente di notare l’automatismo e fare dietro front. In molti casi troverai di aver fatto bene a non lasciarti trascinare dalle tue aspettatative.

Se soffri di una forte frustrazione data dalle aspettative o ti accorgi di avere un problema serio non esitare a rivolgerti ad uno specialista nella tua zona.

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