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Le quattro leggi della spiritualità

Le 4 profonde leggi spirituali della spiritualità indiana

22 Settembre 2019

Tempo di lettura: 4 min.

Categoria: Spiritualità

immagine pietre sassi montagna

Si dice che esiste un momento nella vita in cui ci si sente più persi che mai, si dice anche che quello sia il momento in cui avviene un incontro. L'incontro con te stesso, con il tuo lato oscuro, con le tue paure, con la tua anima. Qualcosa che ha molto a che vedere con la spiritualità.

Come questo testo, se è arrivato sotto i tuoi occhi non è un caso. Forse c'è qualcosa che hai bisogno di comprendere o approfondire. Come le 4 leggi della spiritualità, una filosofia di origini indiane.

La spiritualità va molto più in là della materia e delle cose terrene. Non è una religione ne una dottrina, la spiritualità è prendersi cura di sè, osservare dentro di sè, lasciare che il nostro cuore superi gli abissi che crea la nostra mente e coltivare i nostri valori umilmente.
  1. La persona che entra nella tua vita è sempre la persona corretta.

    persone che parlano

    Questa è la prima legge della spiritualità che ci insegna come nessun individuo arriva nella nostra vita per caso. Tutte le persone che ci circondano sono li per qualche motivo, anche le persone che riteniamo “tossiche” per il nostro essere. In qualsiasi interazione e in qualsiasi situazione tutti ci scambiamo qualcosa. Viviamo in un mondo fatto di tante tonalità.

    Non tutti siamo sempre alunni o sempre maestri. Ognuno di noi apporta qualcosa di positivo, anche se fosse attraverso di un qualità negativa, come per esempio qualcosa che non sopportiamo o che ci fa male.

    Noi persone siamo sempre luci in mezzo all'oscurità. Ci sono persone più spirituali o particolari di altre ma, tutte, senza eccezione, hanno qualcosa da dirci. Per questo, con il tempo, riusciamo ad essere grati anche verso gli ostacoli che abbiamo incontrato nel nostro cammino. Senza differenziare se queste persone o avvenimenti ci hanno deluso oppure ci hanno appoggiato e favorito fedelmente.

    Ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un po di sè e si porta via qualcosa di noi stessi. Ci saranno quelli che si portano via di più, ma non ci sarà mai chi non lascia niente. Questa è la prova evidente che due anime non si incontrano casualmente.

    Tutto si somma a noi durante la nostra esistenza. Questa è la ragione per cui dobbiamo avere una buona predisposizione verso gli altri e non sottovalutare nessun insegnamento.

  2. Quello che succede è l'unica cosa che poteva succedere.

    Persona pensierosa su una finestra

    La seconda delle quattro leggi della spiritualità ci dimostra che niente di quello che succede nella nostra vita potrebbe essere stato diverso. Dal momento in cui è successo quello che è successo era l'unica cosa che poteva succedere.

    Quello che ci succede è quello che deve succedere, l'avvenimento è adeguato in ogni momento e attraverso di esso, dovremo raggiungere una consapevolezza superiore, imparando qualcosa di importante per noi.

    Siamo abituati a pensare in quello che sarebbe potuto essere diverso, in ricreare mentalmente la propria realtà ipotetica, quella in cui avremo agito diversamente, in cui avremmo ottenuto un risultato diverso.

    Ogni cambiamento crea situazioni che non possiamo prevedere, per questo, dobbiamo accettare che quello che succede è già successo e non ci sono altre possibilità. Quel che è fatto è fatto. Ogni nostro comportamento genera nella nostra realtà una catena di eventi che cambiano il nostro cammino.

    Siamo una casualità piena di intenzione

    È inutile arrovellarsi con quello che avremmo potuto fare diversamente e non lo abbiamo fatto, ogni cosa ha il suo momento e ci vuole tempo per assimilare gli insegnamenti necessari. Come si suol dire, no si può pensare di vincere una maratona se ancora non abbiamo appreso a camminare, ne possiamo pensare di camminare se ancora non abbiamo appreso a gattonare. Praticamente non possiamo evitare di fare i passi necessari nella nostra vita.

  3. Qualsiasi momento in cui qualcosa comincia è il momento corretto.

    Immagine di una strada con la scritta start

    La terza delle leggi della spiritualità ci dice che quello che inizia, lo fa sempre nel momento corretto, ne prima ne dopo. La nuova esperienza entra nella nostra vita perchè noi l'attiriamo verso di noi e siamo pronti per viverla. Capendo questo, accetteremo che quando la vita ci mette davanti qualcosa nel nostro cammino dobbiamo viverlo pienamente.

    Non aspettare che arrivi il momento perfetto....Prendi il momento e rendilo perfetto.
  4. Quando qualcosa finisce, finisce.

    Simboli con la scritta end

    L'ultima delle quattro leggi della spiritualità ci mostra la dura realtà che tendiamo a rimanere attaccati alle cose, eventi e emozioni. Dire addio fa male, però cuando qualcosa finisce mantenerlo al nostro fianco è una sorta di masochismo. Questo genererà problemi, malessere, molteplici dipendenze e insicurezze.

    Continuare ad avanzare nel nostro cammino è la miglior opzione per arricchire il nostro essere e non soffrire. Ricorda che la persona maggiormente influenzabile con cui parli ogni giorno sei tu. Fai attenzione quindi con quello che dici a te stesso e fluisci con la vita.

    Fluisci, non afferrarti a niente e nessuno, tutto ha un suo tempo nelle nostre vite e c'è sempre un perchè.

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